Quando parliamo di prodotti, di servizi offerti o ci troviamo in ambito consulenza, che si tratti di un brand, un’azienda o un imprenditore, siamo abituati a veder descritte queste attività con due termini specifici: mission e vision.

Il ragionamento è corretto, sia a livello teorico che pratico. Tuttavia, nel caso di un libero professionista e imprenditore come il sottoscritto, i concetti di vision e mission devono giocoforza essere estrapolati e rielaborati in modo alternativo. Personalmente, mi piace dare un valore più “umano” a entrambe le parole rispetto a quanto non faccia una qualsiasi azienda con la sua corporate identity.
Ciò vale in particolar modo quando si ha a che fare con la finanza, che spesso manca proprio di questa peculiarità.

Lavorando da anni in proprio, oggi ho un’idea ben definita di me e della mia professione. Ed aggiungo, con un po’ autoironia, guai se così non fosse dopo 35 anni! Sono perciò in grado di definire con esattezza chi sono, qual è il mio target di riferimento, cosa faccio nello specifico, come e perché opero in quel determinato modo e, soprattutto, cosa mi differenzia da tutti gli altri.

“Noi siamo quel che facciamo.” L. Sciascia

 

VISION

 

La nostra cultura e formazione personale, insieme alle esperienze di vita, incide enormemente su chi siamo nel presente. Di conseguenza, il nostro modo di essere e di agire prende spunto da coloro che ci hanno ispirati maggiormente, dai nostri modelli e da chi ci ha fornito il primo imprinting. Nel mio caso, mi sono sempre soffermato sul concetto di “decisione”, sulle diverse sfumature e i significati che la parola racchiude. Prendiamo tante decisioni nell’arco della nostra vita e ci viene insegnato che queste non dovrebbero mai essere influenzate dal tornaconto personale, bensì dalla correttezza della decisione stessa! Tuttavia, come ben sappiamo, è molto raro che un essere umano faccia scelte completamente disinteressate (o addirittura contro il proprio interesse, ritenendole comunque “giuste”).
Basti pensare ad ambiti come quello politico, economico, sociale, ecc.

Diciamocelo con franchezza: le decisioni scollate da un proprio tornaconto sono davvero poche nella vita, a maggior ragione se parliamo di ambito economico. A tal proposito, mi piace prendere come riferimento le citazioni di due veri “giganti” della filosofia.

La prima, che appartiene al filosofo ed economista Adam Smith, è la seguente:

“Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dalla cura che essi hanno per il proprio interesse. Non ci rivolgiamo alla loro umanità ma al loro interesse personale”.

La seconda, che io condivido appieno, è di Arthur Schopenhauer:

Gli uomini mutano i loro sentimenti e comportamento con la stessa rapidità con cui si modificano i loro interessi”.

I concetti espressi in queste due citazioni potranno sembrare forti a i miei lettori. Sono però veritieri quanto attuali, soprattutto quando accostati al mondo economico-finanziario. Mentre Adam Smith evidenzia come quasi ogni decisione umana rispecchi determinati interessi e tornaconti personali, Schopenhauer ci racconta come, il più delle volte, un sentimento di un individuo muta poiché è mutato il suo interesse.

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa a quale porto approdare.” Seneca

 

MISSION

 

Sulla scia delle due colonne portanti che a livello teorico delineano la mia vision in ambito professionale, prende forma una mia idea, altrettanto personale, di mission. Il mio background culturale e professionale più volte mi ha portato a riflettere su un concetto che ritengo fondamentale nella vita e che si ricollega a quello di “decisione” prima citato: il rischio. Considero, infatti, il rischio un punto cardine nella mia attività imprenditoriale. Nell’arco della vostra esistenza, quante volte vi è capitato di fare scelte e di prendere decisioni? A me succede di continuo! Quest’attività è insita nell’essere umano ed è parte integrante del suo modus vivendi. Ma in base a quale criterio scegliamo? E, soprattutto, cosa e perché lo scegliamo?

“Se vuoi fare un passo in avanti, devi perdere l’equilibrio per un attimo.” Massimo Gramellini

Compiere una qualsiasi scelta comporta di per sé un rischio, che presenta una certa aleatorietà: può essere cioè un rischio alto, medio o basso. Se ci pensate, anche non scegliere nulla rappresenta di suo una scelta, e quindi un rischio. Infatti, il nostro cervello è tarato per effettuare ogni giorno una sorta di contabilità mentale. Ciò significa che siamo in grado di valutare con un certo livello di accuratezza, in base alla nostra personalità e ad altri fattori, qual è la nostra avversione al rischio e alle perdite finanziarie. Nel caso in cui questa avversione non risulti piuttosto marcata, per esempio, ci capita di accettare la certezza dei costi per avere un’incertezza dei ricavi.

Esistono poi individui che, per paura di rischiare, scelgono a prescindere “l’immobilismo” più totale. Essi non si rendono conto del fatto che hanno comunque compiuto una scelta. Una scelta dannosa, che non permetterà loro di progredire verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati ma che, anzi, li farà rimanere perennemente bloccati nel punto in cui sono. Tenete sempre bene a mente che l’immobilismo NON è mai il presidio della certezza. Ecco perché chi è avverso alle scelte, e quindi al rischio, si involve anziché evolvere.
Spesso se ne accorge tardi, poiché è lenta la sua regressione.

“Se resti fermo, in realtà stai tornando indietro.” Antico proverbio cinese

La nostra vita sempre in movimento ci “obbliga” a prendere decisioni quotidianamente, soprattutto a livello economico-finanziario. Alcuni prendono decisioni più velocemente e altri più lentamente; vi sono poi persone che prendono un maggior numero di decisioni e altre che ne prendono meno; infine, c’è chi le prende più azzardate e chi agisce più prudentemente. Insomma, esistono diverse variabili coinvolte nel nostro processo decisionale. In sintesi: si è obbligati ad andare avanti e quindi a decidere. Di conseguenza, a sopportare un rischio e a gestirne la sua dinamica aleatoria. E a volte, se non sei bravo, sei costretto a pagarne le conseguenze.

“Bisogna cercare l’equilibrio muovendosi, non stando fermi.” Bruce Lee

La chiave vincente rimane sempre uscire dalla nostra comfort zone che, in ogni caso, non sarebbe priva di rischi. Non esiste certezza nella fissità, ecco perché rimanere fermi è un errore a prescindere per chiunque. Al tempo stesso, però, riconosco quanto sia importante conoscere il rischio, imparare a decodificarlo e quindi riuscire a interpretarlo. Questo aspetto concreto, in termini economico-finanziari, è parte integrante della mia attività imprenditoriale. Il mio mestiere è proprio quello di rendere gli altri più consapevoli e capaci di prendersi e/o accettare determinati rischi, quando fanno importanti scelte economiche.

“Quando si agisce cresce il coraggio, quando si rimanda cresce la paura.” Publilio Siro

Da anni, faccio da “guida” nel mondo dell’imprenditoria e della finanza, aiutando le persone a compiere determinate scelte e a prendere decisioni importanti per la loro attività. Non prometto mai certezze assolute, poiché non sarebbe realistico né professionale. Tuttavia, le mie conoscenze mi danno la possibilità di prevedere determinati rischi e “comprimerli” in maniera ragionevole, facendo sì che le persone evitino errori grossolani dovuti alla loro inesperienza. Il mio lavoro è frutto di solida esperienza sul campo e competenze acquisite. Inoltre, ho sviluppato un algoritmo finanziario ad hoc, già testato più volte con successo. Sono dunque in grado di decodificare con probabilità maggiore il successo di un’impresa in area finanziaria.

Svolgo questo lavoro da oltre trentacinque anni, il che mi conferisce professionalità e qualifica per operare al meglio. L’algoritmo finanziario che fornisco ai miei clienti include 6 importanti elementi:

  • Esperienza
  • Competenza
  • Relazioni
  • Innovazione produttiva e/o distributiva
  • Capacità organizzativa
  • Variabili di mercato

In sintesi, metto in atto una strategia che serve a risolvere una problematica di tipo finanziario applicata alle imprese. Nella strategia sono inclusi gli obiettivi che il mio cliente vuole raggiungere, i mezzi d’impresa e le premesse generali; il tutto avviene attraverso un percorso deterministico che porta quella specifica attività al successo, minimizzando il più possibile i rischi economici connessi.

“Ogni giorno, quello che scegli, quello che pensi e quello che fai è ciò che diventi.” Eraclito