Mi chiamo Francesco Lombardo e sono nato a Palermo nel 1964. Provengo da una famiglia di ingegneri e matematici e ho quindi sviluppato, fin da piccolo, una grande passione per la matematica, i numeri e l’economia. L’unione di queste tre passioni mi ha avvicinato quasi subito al mondo della finanza. Dopotutto, la finanza è una disciplina economica che ha come scopo quello di studiare i processi e le scelte di investimento e finanziamento, soffermando l’analisi su un lato prettamente tecnico-scientifico, in contrapposizione all’ambito umanistico.

Subito dopo la maturità classica mi sono iscritto alla facoltà di giurisprudenza all’Università degli Studi di Palermo, dove poi mi sono laureato nel 1989. Parallelamente ai miei studi universitari, però, già avevo iniziato a lavorare. In particolare, ho iniziato la mia carriera professionale intorno al 1987 in qualità di agente di cambio (remisier), occupandomi soprattutto di speculazioni e di controllo dei rischi finanziari. Si può dire perciò che io sia entrato con estrema rapidità nel mondo economico delle imprese. All’inizio del mio percorso professionale mi occupavo di riconciliare i fissati bollati (ossia gli acquisti delle azioni quotate in borsa) con l’uscita di denaro, per poi misurare le plusvalenze e minusvalenze che un asset acquistato poteva avere, secondo le oscillazioni del giorno. La parte davvero affascinante e stimolante di questo lavoro per me era proprio riuscire a comprendere le oscillazioni di quell’asset, come un premio, un’azione o un’immobile, e che tipo di meccanica e variabili (emotive e soggettive) lo facevano oscillare.

“Non ci sono certezze, solo ragionevoli probabilità.” E. W. Hower

Gli asset, come qualche lettore già saprà, sono legati alla domanda e all’offerta. Per questo motivo, io ho sempre cercato di accostarli alle teorie dell’econometria. Ben presto mi sono reso conto che in alcune macro aree dettate dai fabbisogni e dall’offerta sul mercato, oltre alle variabili razionali correlate all’acquisto dei beni, anche le componenti emotive giocavano spesso un ruolo determinante. Queste ultime, infatti, incidevano notevolmente sugli acquisti e le vendite cosiddetti “da panico”. Insomma, avevo notato che l’emotività negli affari era quasi sempre nociva e che, invece, la possibilità di esercitare un minimo di controllo razionale negli investimenti poteva essere un approccio vincente!

“Per spiccare il volo è necessario che la paura di volare sia più forte della paura di cadere.” G. Donadei

Nella mia vita sia personale che professionale sono stato molto influenzato dall’imprinting mentale che mi ha fornito la fisica-meccanica. Ad oggi ritengo vi siano delle regole, legate a questa disciplina, che presentano una loro ripetitività e riproducibilità quando parliamo di determinate azioni ed eventi. Credo inoltre che la fisica applicata all’economia abbia un suo senso preciso, così come lo ha l’aspetto geometrico della meccanica in sport come il calcio, la vela, ecc. ecc.

lombardo campisi work

Misurare determinati eventi e comprenderne il loro incardinamento matematico sotteso può portare a una replicabilità e a un’ottimizzazione dei successi di una persona. Tale metodo, se applicato al comparto finanziario, scevro dall’aspetto prettamente emozionale, ci conduce a investimenti redditizi e a guadagni cospicui.

“Più grande è il budget più piccole sono le idee, più piccolo è il budget migliori sono le idee.” F. F. Coppola

Un altro fattore che ha influenzato la mia attuale forma mentis e l’approccio al mio lavoro è il contesto storico nel quale sono cresciuto. I fatti di mafia accaduti alla fine degli anni ’90 del Novecento e le numerose inchieste giudiziarie del periodo di Mani Pulite hanno senza dubbio scosso la mia generazione e il tessuto imprenditoriale dell’epoca. Politica, economia e società sono cambiati radicalmente, coinvolgendo in maniera capillare tutti i settori lavorativi, compreso il mondo della finanza e dell’imprenditoria. Crescere negli anni in cui si sono verificati quegli eventi ha contribuito a forgiarmi caratterialmente e culturalmente, rendendomi la persona avveduta e di sani principi che sono tutt’oggi.

L’attività che svolgo attualmente segue in maniera diretta ciò che avevo intrapreso con determinazione quando avevo appena 18 anni. Continuo, infatti, a occuparmi di investimenti in finanza e sono molto apprezzato dai miei clienti, i quali mi pagano volentieri e sono felici dei preziosi consigli che ricevono.

La mia idea per il futuro? Viaggio sempre verso un’ideale di perfezione… Perfezione che, seppur empiricamente irraggiungibile, mi fa ogni giorno da guida, come una stella polare, per un miglioramento continuo nella professione. A livello concettuale, mi piace molto l’idea di far incontrare chi ha buone idee in ambito economico-finanziario con chi possiede del denaro da investire. In seguito, mi dedico attentamente al progetto, lo curo in tutte le sue fasi e, infine, lo sponsorizzo come merita. Ecco che, in poco tempo, una semplice idea diventa un successo concreto.

“Il pessimista si lamenta del vento, l’ottimista aspetta che cambi; il realista aggiusta le vele.” N. Chamfort

Se dovessi illustrare la mia professione ai lettori in poche parole, comincerei affermando che l’asset principale di un buon investimento è proprio il capitale umano, mentre la finanza non è altro che il suo “vestito”. Al centro di tutto vi è e vi sarà sempre l’uomo con le sue caratteristiche, il suo talento e le sue capacità intellettuali. E la mia figura oggi si occupa proprio di ricercare e valorizzare questo talento nel mondo dell’impresa. Del resto, così come misuriamo l’acqua in litri, la strada in Km o il peso in Kg, il successo di una persona si può misurare sul suo talento imprenditoriale, attraverso uno strumento “numerico”. In sostanza, possiamo identificare il termometro talentuoso di un individuo nel mondo delle imprese, così come misuriamo la ricchezza che questi è in grado di produrre anche per sé stesso.

Questo discorso è valido nell’ambito della finanza e dell’imprenditoria, ma anche nelle aziende. Ecco perché in Apple, da quando è venuto a mancare Steve Jobs, la vision aziendale è cambiata. Lo stesso principio varrebbe per Microsoft, nel caso in cui all’improvviso non ci fosse più una figura come quella di Bill Gates.

“Tre cose non devi fare nella tua vita: chiuderti, chiudere e farti chiudere.” (detto Zen)

Oltre a dedicarmi al lavoro con passione, riesco sempre a trovare del tempo libero per coltivare altri interessi. Sono un amante del tennis, dello sci da neve e del nuoto (il primo lo praticavo di più in passato, gli altri due invece li pratico tuttora); apprezzo il buon vino e la buona compagnia; infine, mi piace molto viaggiare per conoscere posti nuovi e interfacciarmi con culture diverse dalla nostra. Quest’ultima passione si ricollega fortemente alla mia attività lavorativa che, per praticità ed esigenze, svolgo prevalentemente all’estero.

Sono stato in Italia fino alla fine del mio percorso universitario, dopodiché ho vissuto e lavorato a Innsbruck, a Lugano e, dal 2014, a Londra. Quest’ultima, cuore pulsante del mondo economico-finanziario europeo, è attualmente la mia prima casa e la mia principale sede lavorativa.

What denotes the difference between Italy and London ?, too many laws and too few  examples

“Credo molto nella fortuna, e trovo che più lavoro duro, più fortuna ho.” T. Jefferson